INTERMESOLI DAY&NIGHT

                                                                       by Trafo

Domenica 24 maggio 2009.  L’incolumita’ degli amici alpinisti e’ salva ma nulla puo’ il buon SuperTrafo contro il calar delle tenebre: e' tardi quando una Principessa stremata si toglie i ramponi e poggia il vibram sui sassi. Con determinazione ha portato a termine una impresa importante da annotare nel suo curriculum montanaro:

  

                                                         PIZZO di INTERMESOLI

                                                       vetta meridionale (m. 2635)

                                                      vetta settentrionale (m. 2483)

                                         

Il peggio e’ passato ma le forze ora vengono meno. Quel gesto di discesa fronte al monte, per lei inusuale e ripetuto migliaia di volte, l'ha sfibrata.  La stanchezza fisica e lo stress psicologico prendono il sopravvento ma lei non molla: continua a lottare.  Disidratata dalla calda giornata di sole, con i suoi compagni si disseta al torrente alla luce della frontale. Infine si ricongiungono agli altri per festeggiare la conclusione della gita.

 

Fabiana si dice avvilita per aver rallentato il gruppo: non si rende conto di essere stata inserita tra i piu’ allenati.  Non capisce di aver compiuto un'impresa straordinaria per il suo livello: una gitona enorme di quelle che mettono a dura prova anche i piu’ tosti !!!      Brava Fabi !!! 

                                  Intermesoli, the night after      by Fabi

 

24 Maggio:       appuntamento al Banco di Brescia ore 4.30

25 Maggio:       ritorno al punto di partenza ore 4.00

La Cordata:      Giorgio Franco Maurizio Ornella Patrizia Stefano ed io.

 

Lasciamo le macchine a Pietracamela (m. 1050) per il grande anello dell’Intermesoli: un dislivello totale di 1700 m. Troviamo un paesino ancora addormentato ma riusciamo ugualmente a fare una ricca colazione in un Hotel provvidenzialmente aperto. Dopo qualche incertezza iniziale riusciamo ad individuare il sentiero giusto ed entriamo nel bosco. La luce filtra dolcemente; alle nostre voci fa da sottofondo il rumore dell’acqua di un ruscello.

 

Giorgio (unico sci-munito) sale con gli sci in spalla fin sotto il picco dei Caprai, poi nel vallone del Sambuco con le pelli fino a quota 2200 m. Noi che lo seguiamo a piedi lo vediamo già lontanissimo. Durante la salita ci concediamo il lusso di alcune brevi soste. A tratti un leggero venticello ci accarezza regalandoci un po’ di sollievo vista la temperatura già molto alta.

 

Ci ricongiungiamo tutti alla sella a quota 2438 m. Mentre ci concediamo uno spuntino prendiamo in considerazione se fare o meno la cima vista l’ora tarda. Patrizia esprime la sua perplessità pensando alla discesa che l’aspetta (capirò in seguito il senso compiuto delle sue parole!). Anche Ornella si ritiene soddisfatta mentre Trafo, Maurizio, Stefano ed io ci avviamo. In breve raggiungiamo entrambe le due cime: prima quella meridionale e poi quella settentrionale! 

 

La via di discesa è il Brecciarone (piu' tardi capirò il significato del nome). Il canale è ripido ed iniziamo a scendere faccia a monte. Maurizio mi consiglia di procedere lentamente con un passo da bradipo che io applico troppo alla lettera! Inizio a scendere abbastanza tranquilla perché la neve è buona ma ugualmente pianto la piccozza fino in fondo e nonostante le tracce di Franco anche con i piedi faccio più di un colpetto. Procedere in questo modo mi sfianca enormemente, sia fisicamente che mentalmente. La discesa mi sembra infinita e, come se non bastasse, dall’alto iniziano ad arrivare frequenti scariche di sassi (il Brecciarone appunto!).

 

Mi rendo conto che sono allo stremo delle energie e mi vedo costretta a raschiare il fondo del barile per continuare l’impresa. Purtroppo per il malcapitato Franco che mi precede i miei pensieri diventano una sorta di litania: come una scritta luminosa scorrevole nella mia testa si forma la frase NON CE LA FACCIO PIU'!! Cerco di scacciarla ma essa riprende a scorrere inesorabile. L’unica alternativa per esorcizzarla è darle voce. La litania e' alternata a frasi del tipo e se fingessi un attacco di panico e chiamassi il soccorso alpino? Finalmente vedo Stefano e la frase intermittente diventa  CI SIAMO ... MANCA POCO !!!

 

Friggi e Mau sono arrivati alla fine del canale alle 19.00: hanno impiegato circa tre ore per percorrerlo, mentre io cinque. Quando metto i piedi sulla terra (si fa per dire) sono le 21.00! Gli altri stanno percorrendo il bosco. Attraverso la radio Patrizia ci informa di aver costruito un ometto per indicarci la via. Alla luce della frontale dobbiamo districarci su un terreno pietroso ed insidioso. Cio' nonostante sembra un sogno non dover piu' procedere a passo di gambero!

 

Individuato l’ometto entriamo nel bosco: che meraviglia calpestare un terreno soffice! Siamo disidratati e senza una goccia d’acqua ma riusciamo a dissetarci riempiendo una bottiglia nel torrente. Il contatto radio, a tratti non nitido, riprende forte e chiaro: siamo vicini! Trovo il resto della compagnia allegro e festoso; io invece non posso fare a meno di sentirmi terribilmente in colpa per aver creato il disagio e aver costretto tutti ad improvvisare una notturna!

Fabiana  

 

La raccolta fotografica: http://picasaweb.google.it/cordataromana/Intermesoli?feat=email#


Galleria immagini