PATAGONIA: il sogno a meta'.....

Tutto e' cominciato quando Andrea mi ha detto: " Io sono venuto in Himalaya per i tuoi 50, tu DEVI venire in Patagonia per i miei 40"... e fatalita' Stefano di Kailas proprio in quei giorni scriveva a Chiara e a me: " Ho inventato un giro dove si cammina tanto in Patagonia, NON potete mancare!".... come poter quindi rinunciare alla Patagonia che cosi' tanto sembrava chiamarmi?!?!? :)
E io sono andata ma.... lei si e' dimenticata di avermi cosi' tanto chiamato :) O forse e' stato il suo modo i farmi sperimentare il "diverso da..."
Questo e' il racconto di un sogno che si e' infranto tra le montagne piu' difficili al mondo....non perche' alte.... ma perche' tormentate dal mal tempo....

22-23 dicembre 2013 - Roma - Madrid - Buenos Aires - El Calafate: nel dopopranzo domenicale comincia il lungo viaggio verso l'emisfero australe della patagonia argentina.
Andrea ed io incontriamo un compagno di viaggio che viene dal sud, Angelo, caffe', un po' di conoscenza e check-in...
A Madrid primo scalo e incontro con Chiara e Massimiliano, altri due compagni di trek, ora siamo in 5 e ci imbarchiamo per le nostre 13 ore di volo verso Buenos Aires.
Riusciamo a dormire e comunque il tempo.... passa anche se non "vola"!!!! :)
A Buenos Aires cambio al cardiopalma di aeroporto, un caldo soffocante ci accoglie e un traffico ancor piu' stritolante....ma incredibilmente nonostante un ora per prendere i bagagli e le due ore che separano i due aeroporti e le tre ore scarse per prendere il volo.... beh...contro ogni legge della fisica e della logica arriviamo e non perdiamo l'aereo perche' questo e' in ritardo di piu' di un'ora....e abbiamo anche tutti i bagagli con noi!!!! Se non e' fortuna questa....:)

All'arrivo a EL Calafate c'e' la nostra guida kailas "preferita": Stefano! Con lui le altre 3 partecipanti al trek: Nicoletta, Chiara e la sua giovanissima e bellissima figlia, Alice. Conoscenza veloce e si parte alla volta dell'alberghetto di El Calfate.

Ottima sistemazione in camere doppie tutte in legno, rapida lavata e pronti per una prima sgambata dopo le ore seduti in volo: arriviamo al lago Argentino e ne percorriamo un po' scoprendo tanti uccelli tra rapaci e non, tante papere e perfino dei fenicotteri rosa.

Poi cena di benvenuto in un posto tipico La Cocina... qui primo stupore argentino: ci sono 1000 domande di precisazione per ogni piatto che pensiamo di ordinare...l'acqua...con o sin gas, il pollo.... petto o coscia, poco cotto, medio cotto, molto cotto, carne.... vabbe'....si e' capito!!! :) Ci facciamo grandi risate e continuiamo nell'attesa a conoscerci un po'...chi siamo, da dove veniamo, esperienze di trek.... secondo me ci piacciamo perche' nonostante le infinite ore di volo siamo tutti rilassati, sorridenti e pronti alla battuta, e poi tutti viaggiatori e tutti camminatori....si...si comincia bene! :)
Poi dopo 36 e piu' ore di giri di mondo siamo finalmente distesi in un letto...domani inizia la vera avventura argentina!

24 dicembre - Parque National Los Glaciares -Perito Moreno e salita a Los Cristales: partenza la mattina presto presto per essere tra i primi al Perito Moreno.
Arriviamo e scopriamo da lontano la lingua ghiacciata più famosa al mondo.
Una comoda passerella ci conduce dentro il parco del Los Glaciares, costeggiando il lattiginoso lago Argentino, al cospetto dell'imponente e altissimo fronte del ghiacciaio.
Ancora una volta una meraviglia della natura che mi godo pezzo pezzo grazie al binocolo che mi fa vivere le forme del ghiaccio che si affaccia in verticale con pinnacoli e altre forme alti 30 metri.... e veniamo a conoscenza che sotto ce ne sono almeno altri 60 di metri di ghiaccio.... per una muraglia anche molto lunga...
Tra foto e binocolo passiamo 3 ore camminando lungo il fronte e meravigliandoci ad ogni crollo rumoroso del ghiaccio nel lago. Ammiriamo l'arco che si e' formato tra 2 bracci del lago e che l'acqua prorompente sta pian piano assottigliando....
Il camminamento sale e scende a vai livelli ed essere solo a 50 metri dal muro di ghiaccio ha il suo bel fascino, vederlo dall'alto e intuire la calotta glaciale e' bellissimo....
Le nuvole sovrastano i picchi piu' alti che qui son sotto i 3000 metri... ma le montagne di granito hanno per me un richiamo particolare perche' terminano proprio con punte aguzze e lame di pietra che incutono timore e dunque affascinano!!!!

Veniamo via a malincuore dal Perito Moreno e costeggiamo il lago per una lunga carretera sterrata, che ci fa affistare diversi condor, fino a un punto nel nulla...ma qui c'e' molto verde e magicamente appare un sentiero diretto al Cerro des los Cristales.

Iniziamo a camminare di buon passo, sappiamo di avere 1000 metri di dislivello da coprire, ma non sappiamo che la guida ci sta mettendo alla prova.... li copriremo in 2 ore con gran soddisfazione di tutti  tranquillita' di Ste' che deve capire come ci potremmo comportare nel trek!
L'arenaria sbriciolata che e' in cima prende il posto del sentiero erboso e il vento a 50km/h ci rende la conquista  finale decisamente ardua.... ma siamo in cima e la vista sui laghi di mille azzurri diversi e le catene delle montagne e piu' in fonod le cime innevate valgono tutta la fatica fatta!!!

Scendiamo rapidi intirizziti dal vento e ci fermiamo solo per le spiegazioni geologiche di Ste' e per ammirare alcuni tipi di orchidee del posto. La valle e' tutta di fiori....sono molto colpita da questo!

Ritorno al B&B e ricerca di cibo perche' alla vigilia di Natale i ristoranti fanno solo menu' a prezzi fissi e un po' alti per un improbabile natale da turisti.
Alla fine troviamo una rosticceria e felici come pochi ci riempiamo la pancia di carne, enpanadas e patate fritte, chiacchierando fitti fitti e approfondendo ancora la reciproca conoscenza.... e ci piacciamo, si, ci piacciamo sempre di piu'!

25 dicembre - Calafate - El Chalten: oggi avventura nell'avventura... alle 7.30 siamo nel pulmino che ci portera' a El Chalten...cominciamo sulla famosa Ruta 40 che percorre molta parte dell'argentina del sud, ovvero la pampa. Dobbiamo fare 300km e a meta' strada ci fermiamo in un baretto sorto in mezzo al nulla ma che invece e' un famoso sito storico, giusto per sgranchirci le gambe.
Ripartiamo e a 100km dalla meta il pulmino improvvisamente fa le bizze col motore e poi si ferma!! Iniettore rotto e' la diagnosi dopo diversi smanettamenti del conducente e un vento che rischia di porta via il cofano aperto per la prova di riparazione!!!
Autostop e 2 pullman ci rifiutano, mentre passiamo il tempo a raccontarci barzellette e episodi simili che abbiamo vissuto, alla fine uno di linea ci prende su e carichiamo in un carrellino posteriore i bagagli piu' grossi e il resto e' con noi e ci stipiamo alla bell'e meglio a bordo. Dopo un'ora di questa tregenda siamo all'arrivo ma... piove e piove e piove.....

Dopo esserci sistemati nell'alberghetto El Paraiso decidiamo di muovere le gambe verso un "mirador" al lago Torre sulle cime piu' belle delle Ande.... ma le nuvole coprono tutto....
Dopo un'ora di cammino arriviamo al primo dei 2 mirador e decido di tornare indietro con altri 2 compagni. I restanti proseguono indomiti per altre 2 ore verso la meta finale.
Ceniamo di nuovo in posto tipico, anche se qui e' tutto per turisti trekker, e facciamo piani per il trek di domani, fiduciosi che il tempo cambi in meglio.

26 dicembre - partenza per il trekking verso il Lago Toro: Piove.... spesa delle ultime cose per il trek e affitto di qualche indumento vista la gran pioggia per alcuni componenti del trek...sovrapantaloni, giacche a vento a prova di acqua, dei ramponi....
Si parte....piove.... iniziamo il nostro trek verso il lago Toro coperti di nuvole e di nebbia....vediamo solo dove mettiamo i piedi e poco oltre.... non vediamo nulla ma saliamo coi nostri super zainoni....vediamo in lontananza terriotri con la neve ma non siamo sicuri che sia sul nostro passaggio.... poi alla fine di un bosco dobbiamo calpestarne un bel po' e comincia a nevicare su di noi mentre affondiamo nei 40 cm di neve gia' caduti....
Andiamo avanti, non si vede nulla, neanche una montagna... ma nevica sempre di piu'...
Il capo prima si consulta on noi e ci propone di andare comunque alla meta, mettere su il campo, fare l'escursione il giorno dopo al passo del vento scarichi e poi rientrare.... ma dopo altra mezzora i maltempo e neve decide invece per un veloce dietro front.... ci propone un altro trekking perche' questo sarebbe troppo pericoloso....
Siamo un po' frastornati ma decisamente e' brutto tempo.... torniamo indietro e pranziamo alle 16 in una pausa dalla pioggia e sulla carta cerchiamo di vedere un possibile percorso alternativo da domani.
Per fortuna El Paraiso ha ancora le stanze per una notte ... cena tipica... gelato al dulce de leche (il mou argentino!) e poche speranze per domani.
Sono triste....non pensavo ad una "suerte" cosi' avversa per il tempo....non vedere per nulla o quasi le montagne per le quali ho fatto migliaia di km e che difficilmente rifaro' mi fa tristezza, anche se so bene che le sfighe nella vita sono ben altre, pure, questo sgarbo della montagna non mi sembra possibile.... ma e' lei che decide...sempre e comunque... e gli alpinisti lo sanno....ci dobbiamo sempre e solo inchinare con rispetto!

27 dicembre - Mirador de los Condores e oltre - El Fraile: un po' di sole appare, piove ma poco....facciamo un giro fino a un paio di mirador che sono sopra il Centro del parco nactional con la speranza di almeno intravedere i famosi picchi ...nulla....peccato...
Siamo in attesa di un pullmino che ci portera' all'inizio del nostro nuovo trek...qui le giornate sono molto lunghe e la luce e' dalle 5 di mattina alle 23.... abbiamo tempo....
Ore 12 arriva il pullman, issiamo sopra i nostri zainoni da 15kg con tende, cibo e tutto e si riparte.... 10km di sterrata e arrivo ad un ponte... il cielo si fa piu' nero e ricomincia a piovere... ci incamminiamo e dopo 2 ore di percorso nei boschi e con qualche squarcio di cielo sul cerro Electrico arriviamo al campeggio di El Fraile....nel frattempo la pioggia peggiora....
Pranziamo sotto una tettoia che perde acqua da ogni dove messa a disposizione dal campeggio....continuiamo con battute e scherzi nel tentativo di tenerci alto il morale....

Al campeggio c'e' la possibilita' di dormire in una casetta con 10 letti a castello, spartanissima ma col tetto sopra, propongo di prendere un letto li' ma solo Andrea e Chiara sono con me, gli altri coraggiosamente montano le tende sotto un acqua torrenziale anche se abbiamo aspettato delle ore prima di farlo nella speranza che smettesse....nel frattempo sono arrivati altri ospiti del campeggio...qualcuno dorme nel camerone con noi, altri in tenda...

Non osiamo pensare ai prossimi giorni perche' le previsioni del tempo che avevamo letto sono nulla a confronto di quello che realmente sta facendo....:(
Per ora, al riparo nella casetta-caffe'-ristorante del campeggio chi legge, chi scrive, chi racconta insieme a gruppi di tedeschi, francesi e argentini....bevendo the e mangiando qualche dolce del posto.
Cena sotto la solita tettoia groviera e poi nanna....

Piove tutta notte a forti ondate..alle 3 mi sveglio e piango qualche minuto, mi prende lo scoramento e anche se mi sento un po' in colpa perche' le cose gravi della vita sono altre, pur tuttavia mi lascio andare alla mia tristezza ...non mi era mai capitato un tempo cosi' avverso tanto da non poter fare nulla, solo aspettare il nulla e mangiare per nulla, per nulla avere a che fare .... no no no non in un viaggio cosi'....

28 dicembre - lago Pollone: Diluvia...inutile dire l'umore triste che oramai ci ha invaso. Bivacchiamo senza sapere cosa fare....verso le 10.00 un raggio di sole e ci spingiamo fino al mirador sopra il campeggio.... la pioggia e' fine fine ora.... si decide: si va a fare un giro....succeda quel che succeda....si va verso il ghiacciaio Marconi....

Sotto una pioggia decisa partiamo in 7, lasciandone 2 scorati al campeggio (che poi pero' ci raggiungeranno!) ....decidiamo per un lago qualsiasi ai piedi i un ghiacciaio qualsiasi purche' sia laggiu'...il piu' lontano possibile da chiunque....Il sentiero scorre su pantani d'acqua che pazientemente guadiamo, poi rocce, si sale un po'...smette quasi di piovere....ci sono tanti fiori e tante piante di bacche che sembrano piccolissime melette rosse e ne hanno il sapore acidulo....arriviamo a un bivio...per andare alla base del fronte del ghiaccio del Marconi c'e' un guado troppo grosso e pericoloso del torrente che viene dal Fitz Roy e cosi' giriamo a sinistra verso il laghetto in direzione del Fitz Roy....
Smette di piovere.... ci sediamo sulle rocce a bordo laghetto e guardiamo verso il gigante facendo una sorta di mantra per chiedere alle nuvole di alzarsi e piano piano....piano piano.... qualcosa si intravede....
Il sole sorge alle nostre spalle e il vento si alza a 40/50km/h...le nubi lasciano un po' di tregua al gigante e riusciamo a vedere mezza montagna...poi qualche guglia.....gridiamo incitamenti alla montagna "da i su....fatti vedere....dai Fitz siamo qui per te....daidaidai.... ce la fai....dai...ti prego...." ....per 2 volte la montagna si presenta con le sue cime cariche di neve....e' un attimo...ma e' l'attimo che cambia una vacanza!!!! :)

Rimaniamo un po' li'...in silenzio....solo il vento fischia forte..... e' un'incanto....

Torniamo indietro quando la montagna si vela di nuovo e sopra di noi un po' di cielo azzurro e nubi bianche che corrono veloci ma riusciamo a vedere varie guglie e il cerro Electrico con la sua inconfondibile lama rossa.... si...finalmente un po' di Patagonia!!!

Torniamo al campeggio per la via di andata...siamo stati fuori 4 ore.... rispetto a come si era presentata la mattinata.... avremmo voluto fare una salita che c'e' proprio qui a 1000 metri sopra le nostre teste....ma ricomincia a piovere e non avrebbe senso mettersi in pericolo per il terreno assai scivoloso e ripido per non vedere nulla in cima... rinunciamo.... ma festeggiamo con cioccolata caliente e torta la visione del Fitz.
E poi sorpresona finale: mentre siamo li' a ciacolare il gestore dice qualcosa circa una giornata "di buena sorte...lindo...Fitz Roy" capisco poco ma mi affaccio alla finestra e con gli altri urliamo.... il gigante e' li' in uno sprazzo di azzurro...da non crederci!!!
Urliamo di gioia e tutti fuori a fotografare... son talmente confusa che non guardo nulla degli scatti fatti e alla fine scopro son tutti sottoesposti.... vabbe'.... una vacanza cosi'.... un po' sui generis! :-/

Andiamo a nanna ottimisti sul domani!

29 dicembre - El Fraile - Laguna Pedra Blanca - Poincenot: ci svegliamo sotto la consueta pioggia ma oggi e' il giorno della partenza verso il campeggio a metà strada sul ritorno per El Chalten.
La pioggia se non altro e' lieve e camminiamo di buon passo per i boschi che qui son tutti assai caduchi.... come se i faggi patagonici avessero qualcosa che li mangia da dentro.... sono sbriciolati da dentro....
A un certo punto siam fuori dal bosco e costeggiamo un torrente fino ad un punto dove sulla destra si apre una valle... pieghiamo verso il fondo della valle e i massi si fanno da piccoli a decisamente enormi e con gli zainoni non e' banale risalire il torrente su queste pietrone.... ma la nostra mira e' nascondere gli zaini sotto un enorme masso e risalire il torrente liberi.
Finalmente leggeri risaliamo tra massi morenici divertendoci davvero un bel po'....si intravede il fronte del ghiacciaio che chiude la valle e quasi "voliamo" sui massi verso la massa del ghiaccio....Liberi dal peso giochiamo con le rocce fino al lago Petra Blanca che sottosta' all'omonimo ghiacciaio...lo spettacolo e' superbo e assistiamo stupiti ad una valanga mentre al solito siamo rapiti dal fronte del ghiaccio...sappiamo che oltre il ghiacciaio c'e' il Fitz Roy, invisibile per le nuvole, ma immaginiamo la skyline del posto.... il vento qui come sempre e' forte.... ma rimaniamo in silenzio a goderci il luogo....siamo soli o quasi.... e questo conta molto!
Mi allontano comunque dal gruppo e mi siedo su un masso.... ho bisogno di assaporare il silenzio...solo rumore di acqua e di vento...gli occhi godono del resto....

Torniamo ali zainoni e un po' riparati dal vento mangiamo qualcosa....ma si resiste poco al freddo che ci prende e ripartiamo.

Di nuovo pietre lungo il torrente e boschi fino al campeggio di Poincenot, anche questo nel bosco... cerchiamo delle piazzole comode mentre i caranchi (strani uccelli rapaci dal corpo marrone e teta bianca) girano quasi senza paura tra le tende alla ricerca di resti di cibo.
Abbiamo ancora voglia di camminare e Ste' ci conduce ad un laghetto qua dietro... oddio... passeggiamo alla fine per piu' di 3 ore ma ne abbiamo di voglia non soddisfatta nelle gambe!!! Foto, panorami che ci sono e non ci sono... Il vento fischia...si fa ritorno....ognuno un po' per se....

Prepariamo un the ristoratore e poi la cena e intanto studiamo il percorso di domani sperando in una schiarita.

Il freddo intenso ci spinge prestissimo in tenda anche se gli occhi vanno sempre verso le montagne coperte di nuvole!

30 dicembre - Lago de Los Tres Glaciares - Poincernot - El Chalten: qualche sprazzo di azzurro c'e' e speriamo nel miracolo, colazione presto al solito per cercare di essere tra i primi a salire.
La salita di 600m e' senza sosta tra gradoni di pietra enormi ma il passo lento e costante di Ste' ci porta tutti in cima piuttosto velocemente e senza fatica.... una volta su scorrazziamo di qua e di la' beandoci di quel che si vede e immaginando quel che non si vede... i ghiacciai, i laghi sotto, le lingue di ghiaccio che si spingono con fronti alti e giochi di ghiaccio...la neve su quel che si vede delle montagne...qualche iceberg nei laghetti... i pinnacoli piu' vicini a noi...Il Fitz di cui solo a momenti individuiamo la base....
Ancora una volta mi allontano un po' dal gruppo e seguo un pezzo di cresta....penso di voler scendere al lago da in fondo ma poi penso che magari e' un po' troppo sdrucciolo e per evitare sciocchezze torno indietro e faccio il sentiero come tutti... e poi di nuovo su in cima ad una cimetta che e' situata tra due laghetti... qualche foto e il cielo si richiude...ci accucciamo per sorseggiare un the e mangiare qualche nocciolina e la grandine picchia di nuovo forte...resistiamo indomiti coi biscotti nelle mani intirizzite.... ma poi ha la meglio il maltempo e alla velocita' del vento riscendiamo verso il campeggio... e incontriamo tutto il popolo dei trekker che sale.... per fortuna Ste' ci fa sepre essere controcorrente!!!

Pranzo, smonto campo, zainoni e via....si va verso El Chalten...dovremmo camminare per parecchi km e lungo il percorso passiamo per il lago Capri e poi dopo un po' di nuovo civilta'...tante persone che vengono in su e poi la vista di tutte le casette colorate di El Chalten, le falesie dove si intuisce il guano dei condor....un popolo di persone tutte con lo zaino in spalla....noi e loro.... 3 condor ci accolgono all'arrivo del percorso e anche il cerro Solo, una montagna alla volta chissa' di non riuscire a vederle tutte?!?!?! :)

Siamo di nuovo a El Paraiso (che ha splendide colazioni con diversi dolci fatti in casa) di El Chalten....Cena tipica con parilla (misto di carne alla griglia, interiora comprese!!!!=:-O) per tutti e dolce di frutti rossi e gelato di calafate (una bacca di qui che se la mangi ti innamori della Patagonia e vuoi tornare, dice la leggenda!) per me!!!!


31 dicembre- Loma del Pliegue Tumbado: niente sole anche oggi, ma per il momento non piove. Decidiamo di fare una scarpinata in vista del cero Torre anche se sappiamo benissimo che non lo vedremo perche' e' no nuvoloso...di piu' :)
Facciamo un tratto come il primo sfortunato giorno di trek, verso il lago Torre, e qualcosa di piu' del panorama intorno a noi lo vediamo, poi pieghiamo a destra dove giorni fare c'era neve e ora si e' sciolta e ci dirigiamo a naso verso una cima che vediamo e non vediamo per quanto e' avvolta tra nuvole e nebbia!
Ovviamente in cima prendiamo anche una nevicata e non si vede assolutamente nulla nonostante ci siamo spinti 1000m sopra il paese!
Oramai alla follia li faccio mettere tutti in posa nel nulla e decido di intitolare la foto: "foto di gruppo con Cerro Torre che c'e' ma non si vede!".... ridiamo per non piangere oramai e scendiamo giu' veloci... Tutti tranne Nico ed io che decidiamo che visto che l'unica cosa che si vede sono i fiori allora questi fotograferemo.... e incuranti della pioggia bagnamo le nostre povere macchine!!

Torniamo nel bosco e abbaimo un incontro fortunatissimo con un picchio gigante dalla testa rossa che prima fa capoccetta da dietro un tronco e poi si staglia nettissimo contro l'albero.... ma e' controluce e nessuno puo' fargli la foto.... ce lo godiamo cosi'.... anche questo e' un regalo della patagonia!!!

All'improvviso compare il sole e scalda moltissimo... qualcuno si sdraia al sole e cerca di catturare tutti raggi che puo'....

Io continuo la mia discesa e fotografo anche i fili d'erba!!!

Qui non c'e' nessun fermento "occidentale" per il capodanno, comunque noi ci siamo prenotati in un posto che ci offre un buon menu' che diligentemente fotografo ad ogni portata essendo davvero buono e soddisfacente e a mezzanotte si brinda con illustri sconosciuti di vai paesi del mondo!

Foto, chiacchiere, molto bere (sono brilla gia' al cocktail di benvenuto!) e risate e...poco dopo mezzanotte a nanna!

1 gennaio 2014 - El Chalten - El Calafate: alle 5 un raggio di sole mi colpisce insistente e mi sveglia: cielo azzurrissimo!!!...mi butto giu' dal letto...mi metto qualcosa sopra quel che indosso come pigiama, macchina fotografica al collo ...forse posso vedere il cerro Torre.... devo andare di corsa fino al Centro del Parco.... mi precipito fuori nella hall e la porta e' chiusa....serrata....no chiavi....nessuno che apra... rientro in stanza....apro la finestra... e' troppo stretta e un po' alta per saltare fuori.... rischio di farmi male...rinuncio...contrariata come non mai... forse l'unica occasione sprecata perche' sono in gabbia... strillo e sveglio la mia povera compagna di stanza che mi consiglia i rimettermi a dormire.... povera Chiara... una pazza per amica... alle 7 quando finalmente la porta dell'albergo e' aperta e tutto di nuovo molto molto molto nuovolo....ma porc...miseriacc... mondacc...ladr.... SGRUNT!!!

Oggi giornata di trasferimento, qualcuno fa l'ultima passeggiata verso improbabili panorami in montagna, qualcuno, come me, rimane nel paese "cerrado" e vuoto di tutti i trekker visti l'altro ieri.

Alle 15 ci prende un pullmino e continuiamo, sulla via del ritorno, a girare verso le montagne che ci hanno tradito che almeno oggi, seppur poco, ma rispetto all'arrivo del primo giorno, si intuiscono meglio.
Lasciamo tristemente all'aeroporto Chiara e Massimiliano che non possono fare l'estensione con noi e torniamo all'arberghetto del nostro arrivo in Patagonia.
Giretto in citta', cena tipica...davvero un po' troppo pesante!..ma super gelato per finire: gusti che solo qui si trovano...ma dove da padrone la fanno il dulce de leche, il calafate e tanto tanto tanto cioccolato in ogni forma e salsa!!!


2 gennaio - tentativo di Terra del Fuoco: colazione e via per qualche acquisto souvenir....transfer alle 13.30...arriviamo e ci mettiamo in fila...fila lunghissima...mah.... uno del gruppo va verso i monitor e torna dicendo "volo cancellato"... penso che voglia scherzare e farci paura.... ma torna Ste' e conferma...volo cancellato e non c'e' modo di avere informazioni se non facendo tutta la fila...
Tutti i voli cancellati escluso 1 per Bariloce... si indovina perche'?!?!? certo....Ennesimo fattore avverso: nell'unico giorno di sole a El Calafate c'e' una tempesta su Buenos Aires (dove da gironi il sole li cuoce) e quindi nessuna aereo arriva e comunque nessuna aereo parte... Ma mannaggia la sfiga...
Valutiamo mille alternative: macchine, bus, piedi, autostop, improbabili sconfinamenti in Cile... vabbe'...nulla ' fattibile e dopo 3 ore di fila abbiamo la risposta: si parte domani stessa ora.... ci fanno le carte di ibarco senza dirci una parola e senza darci una spiegazione...cosi' e basta.... prendere o lasciare... e spicciarsela per la notte!

Compro al "capo" un diavoletto scaccia guai che piu' o meno recita cosi' " El diablo pinca quel che manda la mala onda!"...speriamo ci aiuti da ora in poi perche' ne abbiamo proprio bisogno!!!

Si torna indietro.... veloce recupero delle tende e campeggio di El Calafate....messo bello in mezzo a 2 strade trafficate... vabbe'... non sappiamo piu' se ridere o piangere... ringraziamo per il sole.... e diciamo una serie infinite di stupidita'.... cosi'...pre farci compagnia!
Comunque che dire dell'unico giorno di sole pieno passato in fila all'aeroporto?!?!? SGRUNT!!!

Cena con solita parilla che oramai ci esce dagli occhi e sogniamo il pesce della Terra del Fuego....
Nella notte varie disavventure: prima un gruppo di ragazzi ubriachi che decide per un fuoco e bonghi e chitarre a un passo dalle nostre tende, poi delle mute di cani randagi che si litigano, sempre a un passo dalle nostre tende, poi il traffico sulle strade che non smette mai...Evviva!!! Ma non ero alla fine del mondo?!?!? Ma quanta gente c'e' alla ine del mondo?!?!?
Tappi di fortuna nelle orecchie e 4 ore di sonno le alzo.... va peggio a Ste' che e' sempre fuori la tenda a scacciare cristiani e animali... ma per le macchine e i camion non e' attrezzato!!!! :)


3 gennaio - Ushuaia: in attesa del volo nel pomeriggio Ste' ci propone un giro fuori della Calafate turistica, verso un torrente la' dietro....cosi' scopriamo la Patagonia dei locali....le case, le botteghe, l'enormita' di cani randagi che ci scorta ovunque....non piove ma e' nuvolo...lo prendiamo come un buon segno per la nostra partenza :-D

Di nuovo in aeroporto, tutto fila liscio o quasi...prima il nostro volo e' dato con 4 ore di ritardo, poi con 2 di anticipo e siamo gli ultimi ad godere del check-in coi nostri nomi chiamati all'altoparlante per l'imbarco mentre paghiamo l'ennesima tassa aeroportuale non ben identificata!!! :(

Arriviamo ad Ushuaia e siamo in una cittadina di mare coloratissima e con molte curiosita' : dai musei della "Fine du mundo", a locali pieni zeppi di tutto: maglie da rugby sui soffitti, quadretti appesi ovunque, immagini del Che, di Evita, vecchio oggetti, vecchissimi libri, sombreri... bottiglie, poster....E poi negozi pieni zeppi di oggettini fatti con le pietre del posto:pinguini di ogni dimensione, mille animali e tangheri avvinghiati!

Giro veloce in citta' per prendere confidenza col posto. Buffo incontro con una "capsula del tempo" in centro citta' da aprire tra 500 anni e che contiene le trasmissioni televisive dal 1992...mah!!! chissa' cosa penseranno i posteri di noi e chissa' se ci capiranno!!!

Cena in locale tipico: finalmente pesce!!! Vanno moltissimo i granchi e ogni ristorante ne ha di enormi e vivi in acquari in vetrina!!!

4 gennaio - Canale Beagle- Pinguinera: Oggi catamarano Francesco per un giro nella baia Beagle alla ricerca di leoni marini, pinguini e uccelli vari! Il tempo e' buono e le spiegazioni sono molto carine!! La guida ha un intercalare spagnolo che ci fa molto ridere e che diventera' un po' il tormentone di fine viaggio!!!
Apprendiamo diverse cose sul canale, sui confini, sui tratti di oceano che qui si incontrano, sul capitano Fitz Roy e i suoi studi con Darwin che qui accompagno', sugli animali che incontriamo, sul faro che non e' quello della "fine du mundo" ma che comunque e' l'ultimo nella baia.

La barca si avvicina molto alle coste degli isolotti dei cormorani, dei leoni marini e dei pinguini....ma il binocolo di certo mi fa godere molto meglio dei mille particolari di questi ammassi di animali stesi al sole!!!

Alla pinguinera la barca spegne i motori per 15 minuti e possiamo goderci lo spettacolo di questi buffi animali presi d'assalto dalle nostre macchine fotografiche.... e tralascio di dire cosa non fanno i giapponesi a bordo!!! Abbiamo la fortuna anche di vedere gli unici 3 esemplari di Pinguino Reale che ci sono sull'isola, che sono grani fino a 45 cm e hanno del colore giallo su testa e petto!!!

Sul ritorno il tempo imbruttisce e....piove.... rinunciamo ad andare al Parco Nazionale oggi sperando in un domani migliore e oggi musei!!!

Con Andrea ne visitiamo addirittura 3!!!  L'ultimo a scappa e fuggi a dire il vero perche' ci stanca da morire stare fermi in piedi... e poi e' quello del carcere di Ushuaia che ha conservato celle, bagni e quant'altro come erano.... e a dire il vero fa troppa impressione!!!

I due musei "Fine du mundo" sono molto interessanti: il primo ha carte geografiche dal 500 al 700 ed e' interessantissimo capire come l'antartide sia stata prima intuita filosoficamente e poi geograficamente e vedere cosa i cartografi hanno fatto disegnato, intuito e poi scoperto... o talvolta inventato e' molto divertente oltre che istruttivo! Ci sono mappamondi delle varie epoche appesi in una stanza.... insomma... ci stiamo un bel po' qui!
Poi andiamo in quello piu' etnografico: al volo guardiamo resti antichi e i 1000 uccelli imbalsamati!

Di nuovo cena di pesce in un posto assurdo con le solite mille cose appese ovunque e con uan statua del Che a grandezza naturale!!! E' un bailame ma fa allegria e c'e' una vista spettacolare sul canale Beagle al tramonto e non piove e tutto fa vacanza!!!!

5 gennaio - Parco National - Buenos Aires: Oggi sole. Presto (ma piu'tardi di quel che pensiamo perche' le macchine prenotate ci fanno attendere piu' di mezzora) andiamo al parco.

Ci aspettano 8km di costeggiamento del Beagle e la natura qui e' stupenda e la passeggiata su sentiero tra boschi e bordo acqua e' piacevolissima!!! Fiori, alberi, papere, mare, montagne di sfondo.... sole...tutto perfetto!!!

Non abbiamo tempo per salire una cima un po' troppo alta per il tempo che abbiamo ma decidiamo comunque di spingerci fino al confine con il Cile... che e' solo un cartello che avvisa di non andare oltre!!!!
Pranzo al sacco a bordo lago.... non ci va di andar via.... sappiamo che e' la fine della vacanza... torniamo ad un punto dove ci riprenderanno le macchine... nell'attesa ci mangiano le zanzare.... e una macchina tarda assai.... ma Chiara e Alice hanno l'aereo un'ora prima del resto del gruppo e intanto in 3 si torna in citta'.
Loro vanno...i soliti saluti un po' tristi e ora siamo in 5....

Aspettiamo i nostri taxi ma all'ora prestabilita nulla... 15 minuti dopo li sollecitiamo...ma nulla...poi ne arriva uno e intanto siamo mezzora oltre.... Andrea e Angelo partono.... altro tempo, altri solleciti... Alla fine borse grosse o no, pesanti o no, Nico, Ste' ed io ci dirigiamo di corsa ad un posteggio taxi a prenderne uno per non perdere l'aereo....
Arriviamo in tempo ma l'ultimo contrattempo argentino fa si che al capo non riconoscano il biglietto come valido... file...chiarimenti... tutto fila liscio....Buenos Aires arriviamo...sara' notte fonda.... ma arriviamo!

6-7 gennaio: Buenos Aires - Madrid - Roma: a Buenos Aires dormo 5 ore e alle 7 sono pronta per un giro velocissimo. L'albergo e' a 100 metri dalla Plaza de Mayo e cosi' mi spiccio a girarla tutta per gettare un'occhio sulla casa rosada, dentro la cattedrale che pala i papa Francesco, gli altri palazzi del governo e il tristissimo tamtam dei tamburi delle famiglie dei desparecidos.... poi corsa veloce verso la statua di mafaldita che la citta' h voluto fare in onore di Quino.... ci sono le foglie a fare strani giochi di ombre ma scatto due foto e corro in albergo... c'e' il transfer per l'aeroporto e il traffico e' infernale... anche se non come all'andata!
L'ultimo regalo del posto e' un volo con vuoti d'aria orribili :)
A Madrid ci dividiamo di nuovo: Ste' e Nico per Milano, Angelo, Andrea ed io per Roma.... siamo cotti dai voli e dagli aeroporti....ci promettiamo mail e contatti....
Ore 10.30 si atterra a Roma.... prendiamo 3 mezzi diversi per tornare alle nostre case.... sul treno di ritorno faccio un po' di bilanci....e penso che dovro' rileggere i miei appunti di viaggio... per capirlo un po'... questo sogno interrotto a meta'....

Tiziana

p.s.: Grazie a Stefano di kailas senza il quale una vacanza potenzialemtne disastro non si sarebbe tramutata in una vacanza "vacanza". Grazie agli ineguagliabili compagni di viaggio: Andrea, Chiara R., Nicoletta, Massimiliano, Angelo, Chiara O. e Alice.

Le foto di Tiziana qui: https://bit.ly/450DYTi

Le foto di Andrea qui: http://xoomer.virgilio.it/er.gaspa/album.htm?album=patagonia

Viaggio Patagonia Trek + estensione in Terra del Fuoco di Kailas


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