Monte Ocre - Il mio ritorno sugli sci con gli amici

Puntuale è arrivata la convocazione di Gas per venerdì per una sciatina con pelli. Era tempo che desideravo tornare a farmi una sciatina distensiva con amici, forse alcuni anni.

Ero talmente felice che non ho potuto resistere di invitare pure l'amico Gianni al quale "dovevo" una scialpinistica in Appennino da un paio d'anni.

In cinque abbiamo riempito per bene la mia auto, con cinque sacche di sci sul tetto. Tra peso e resistenza dell'aria per il carico sul porta...bici, deve essere stata una bella fatica per la mia giovane auto arrivare a Casamaina. In ogni caso alle 8.45 eravamo già scimuniti alla partenza del sentiero che porta all'Ocre.

La giornata è prevista abbastanza buona con temperature da tarda primavera. La neve, al di là di ogni più rosea previsione, si mostra ancora in buono stato, non troppo marcia, almeno al mattino. Gagliardi e immersi in piacevoli chiacchiere saliamo a buona andatura il vallone che ci porta al Fosso di Palomba dopo un breve tratto ripido e ghiacciatino. Ornella, per via dell'attrezzatura nuova, non ha i coltelli ma non mostra di preoccuparsene più di tanto. Come se nulla fosse, parlottando con Gas, supera in leggerezza il trattino.

Proseguiamo su neve ora più decente, portata dal vento. E il vento porta anche noi perchè è forte e viene alle spalle. Giustamente Gas propone di raggiungere intanto l'anticima del Cefalone che ci permetterà subito, subito, una sciatina. Dalla vetta infatti si riscente un centinaio di metri  prima di risalire all'Ocre. Gianni, nordico e abituato alle dimensioni delle alpi, manco si spella per fare la discesetta. Noi invece, terroni appenninisti, ce la godiamo già con tre curve, tre di numero. La neve buona.

Ripelliamo e saliamo col sole sulla nuca, per l'ultimo pendio, un pò ripido. In vetta ci godiamo la veduta davvero straordinaria. Non v'è monte che non si veda. La Maiella è a portata di mano. Il vento incalza ma noi ci nascondiamo dietro la vetta e, riparati, mangiamo qualcosa. L'anemometro dice vento a ca. 70 km/h con raffiche a 80 km/h. Non c'è male!

Ed eccoci alla discesa. Il primo tratto è davvero appagante. La neve è trasformata al punto giusto, nè dura nè molle. Le curve vengono da sole, belle, tonde, facili, leggere. Andrea padroneggia il mezzo, sebbene sia alla sua seconda uscita. Ornella, tranquilla, scende elegante. Gianni da lontano non gli daresti i "50" anni. Sembra un ragazzino come si diverte e come curva contento. Gas procede secondo il suo standard di eccellenza. Fa pure qualche foto per fermare questi momenti.Poi al termine con Gianni va alla volta del Cefalone vero e proprio mentre io con Ornella e Andrea restiamo giù a fare una buca. La sonda segna 190 cm di neve e il termometro dice 0° sia in superficie che  150 cm  sotto. Isotermia perfetta. Fuori mi sa che non scende sotto zero da un paio di giorni. La neve, così, non è più tanto solida, anzi! Giochiamo anche a misurare la pendenza, da tutti sottostimata. Eravamo a 27° e c'era chi pensava di stare a 20°. Ci ripromettiamo di esercitarci sulla stima delle pendenze.

Poi riprendiamo la discesa, prima però aspettiamo i giocherelloni che, non paghi del cefalone, risalgono pure la seconda volta la prima cimetta. Non gli abbasta mai!

Poi la discesona con nevina sempre più pesante e collosa. Però nei tratti in ombra si salva e ci permette ancora qualche bella curvetta e lascia un pò riposare le gambe. La stradina finale è una pacchia, perchè la neve ancora c'è ed è sciabile. Una "serpentina" e siamo al cartello stradale che inequivocabilmente segna il termine della sciata. In ogni caso Gas ci aveva avvisati:"Quando vedete il cartello, dovrete togliere gli sci...".

Veloci, riaddobbiamo per benino la macchina e ci fermiamo al bar di Campo felice, dove, cotti dal sole e dal vento, ci gustiamo una birretta. Le chiacchiere non mancano e le risate pure.

Una bella giornata, davvero. Speriamo solo che la prossima non si faccia attendere troppo.

Luca